Il capitale investito è a rischio. Il valore degli investimenti può scendere oltre che salire e Lei potrebbe recuperare meno di quanto ha versato.

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Costi degli investimenti: come funzionano e quanto pesano nel tempo

Quasi tutti i costi di un investimento sono una percentuale del valore investito, prelevata ogni anno sia che il portafoglio salga sia che scenda. Di solito sono su più livelli: la commissione dell'intermediario, le spese correnti dei fondi e i costi di transazione. Poiché il loro effetto si accumula, anche una piccola differenza di costo annuo può diventare rilevante nell'arco di molti anni.

Questa guida descrive ogni tipo di costo, spiega perché il loro effetto cresce nel tempo e come calcolare il costo totale di un investimento prima di sottoscriverlo. Non contiene previsioni di rendimento.

Quali costi si pagano quando si investe?

Di solito si pagano una commissione all'intermediario, le spese correnti dei fondi detenuti e i costi di transazione quando si compra o si vende. Possono aggiungersi commissioni di consulenza, di ingresso o di uscita, costi di trasferimento e di cambio valuta. Ogni voce da sola sembra piccola: conta il totale.

Non tutti pagano ogni voce dell'elenco. In una gestione di portafogli le decisioni di investimento sono comprese nella commissione di gestione, quindi non paga un consulente a parte. Paga però comunque le spese dei fondi in portafoglio.

I costi più comuni e come vengono addebitati
CostoChi lo addebitaCome viene addebitato di solitoDove lo trova
Commissione di gestione o di custodiaL'intermediario presso cui ha il contoPercentuale annua del patrimonio, a volte un importo fissoContratto, informativa sui costi e rendiconti
Spese correnti dei fondiOgni fondo o ETF in portafoglioPercentuale annua, prelevata all'interno del fondoKID del fondo (documento contenente le informazioni chiave)
Costi di transazioneIl mercato, l'intermediario e il fondoCommissioni di negoziazione e differenza tra prezzo di acquisto e di venditaInformativa ex ante su costi e oneri
Commissione di consulenzaUn consulente, se si rivolge a unoImporto fisso o percentuale, una tantum o annualeContratto di consulenza
Commissioni di ingresso, uscita o trasferimentoAlcuni intermediari e fondiImporto fisso o percentuale quando entra, esce o trasferisce gli strumentiContratto e documentazione d'offerta
Cambio valutaL'intermediario o il fondoPercentuale sulle operazioni in valuta esteraContratto, foglio delle condizioni

Che differenza c'è tra commissione di gestione e spese correnti dei fondi?

La commissione di gestione è ciò che l'intermediario addebita per il servizio e per il conto. Le spese correnti sono ciò che ogni fondo addebita per il proprio funzionamento. La prima viene prelevata dal conto, le seconde sono già comprese nel prezzo del fondo. Si pagano entrambe, quindi vanno sommate.

È un punto su cui molti si confondono. Un intermediario può indicare correttamente la propria commissione, ma il costo annuo effettivo è la somma di quella commissione e delle spese correnti dei fondi in portafoglio. Le spese dei fondi non compaiono come voce nell'estratto conto, perché sono già riflesse nel valore delle quote.

Le spese correnti sono indicate nel KID del fondo. Alcuni documenti usano ancora la sigla TER (total expense ratio), che indica più o meno la stessa cosa. Nessuna delle due comprende la commissione dell'intermediario e di solito nemmeno i costi di transazione. Per questo il dato più completo è quello dell'informativa su costi e oneri prevista da MiFID II, che somma tutte le voci.

Perché i costi pesano di più nel lungo periodo?

Perché il denaro pagato in costi smette di crescere. Ogni anno si paga la commissione e, in più, si rinuncia al risultato che quella somma avrebbe potuto produrre negli anni successivi. Per questo la differenza tra due costi annui apparentemente simili aumenta con il passare del tempo.

È lo stesso meccanismo della capitalizzazione composta, che agisce anche sui costi: più lungo è il periodo, più conta il costo annuo. Nella realtà i rendimenti non sono regolari e possono essere negativi, mentre i costi si pagano comunque.

Come valutarlo nel Suo caso

Chieda all'intermediario l'informativa su costi e oneri: deve indicare l'effetto complessivo dei costi sul rendimento, in euro e in percentuale. Confronti questo dato tra due offerte, a parità di importo investito.

Lo stesso vale se investe ogni mese: ogni versamento paga i costi per tutto il tempo in cui resta investito. A parità di servizio, quindi, una differenza di costo annuo conta di più quanto più a lungo pensa di investire.

Costa meno una commissione in percentuale o una fissa?

Di solito una commissione in percentuale costa meno su importi piccoli e una fissa costa meno su importi grandi. Per confrontarle, trovi l'importo a cui costano uguale: divida la commissione fissa per la percentuale. Sotto quella cifra costa meno la percentuale, sopra costa meno la commissione fissa.

Per il calcolo usi le commissioni indicate nei documenti di ciascun intermediario, non quelle riportate nelle pubblicità.

Prima di scegliere in base a questo calcolo, controlli due cose. Primo, se uno dei due prevede costi che l'altro non ha, come commissioni per ogni operazione. Secondo, se la commissione in percentuale ha un tetto massimo o si riduce per importi più alti.

Come si calcola il costo totale di un investimento?

Chieda all'intermediario l'informativa ex ante su costi e oneri, che secondo MiFID II deve fornirLe prima che investa. Deve indicare tutti i costi, in percentuale e in euro, e il loro effetto sul rendimento. Poi la confronti con il contratto e con i KID dei fondi, e controlli i costi una tantum, come quelli di uscita.

  1. Si faccia dare l'informativa su costi e oneri

    Prima della sottoscrizione l'intermediario deve mostrarLe una stima di tutti i costi, in euro e in percentuale, basata sull'importo che intende investire. Se non riesce a ottenerla o la risposta è vaga, lo consideri un segnale d'allarme.

  2. Sommi i costi annuali

    Commissione di gestione, più spese correnti dei fondi, più costi di transazione. È questo totale che va confrontato tra un'offerta e l'altra.

  3. Lo trasformi in euro

    Applichi il costo totale in percentuale all'importo che intende investire: ottiene quanto pagherebbe in un anno a quel valore. Una cifra in euro è più facile da valutare di una percentuale.

  4. Controlli i costi una tantum

    Cerchi nel contratto commissioni di ingresso, di uscita, di trasferimento, eventuali minimi annuali e costi per cambiare linea. Contano se in futuro decidesse di spostare il denaro.

  5. Chieda a cosa corrispondono i costi

    Ha il diritto di sapere cosa paga con ogni voce. Un intermediario serio risponde in modo chiaro. Ogni anno, poi, riceverà il rendiconto ex post dei costi effettivamente sostenuti: lo confronti con la stima iniziale.

L'investimento che costa meno è sempre la scelta giusta?

No. Il costo è uno dei pochi elementi che può controllare, quindi merita attenzione, ma l'opzione più economica non è sempre la più adatta. Un costo un po' più alto può avere senso se paga un servizio che userà davvero, come la gestione e il ribilanciamento, e se Le permette di mantenere l'investimento nel tempo.

Il costo nascosto di un portafoglio gestito da soli può essere il proprio comportamento. Chi vende durante un ribasso, o lascia il denaro fermo perché non riesce a decidere, può perdere più di quanto risparmia in commissioni. Viceversa, se Lei comprerebbe un solo fondo indicizzato globale e lo terrebbe per molti anni senza toccarlo, pagare un servizio di gestione potrebbe non avere senso.

Una verifica utile: per ogni voce di costo, scriva cosa sta pagando e si chieda se lo pagherebbe anche separatamente. Se la risposta è no, cerchi un'alternativa.

Quanto costa il portafoglio gestito e ha senso per Lei?

I costi del portafoglio gestito sono stabiliti dal fornitore e indicati nelle sue condizioni pubblicate. Rotta Pregiovènza non Le chiede alcun pagamento. Se il costo abbia senso dipende da quanto Le serve un servizio di gestione: se è disposto a gestire da solo un portafoglio semplice, un'alternativa in autonomia può costare meno.

Applichi al portafoglio gestito gli stessi passaggi descritti sopra: sommi i costi, li trasformi in euro per il Suo importo e controlli le condizioni di uscita. La pagina dei costi spiega le voci, e come funziona descrive cosa comprende il servizio. Prima di firmare chieda al fornitore l'informativa su costi e oneri e la confronti con l'offerta di almeno un altro intermediario.