Il capitale investito è a rischio. Il valore degli investimenti può scendere oltre che salire e Lei potrebbe recuperare meno di quanto ha versato.

Guide

Che cos'è una gestione di portafogli e come funziona

Con una gestione di portafogli Lei affida il Suo denaro a un intermediario autorizzato, che decide cosa comprare e vendere entro un livello di rischio concordato. Prima di iniziare, l'intermediario Le pone una serie di domande per verificare che il servizio sia adatto a Lei. Poi investe, controlla il portafoglio e lo ribilancia. Per questo addebita una commissione annuale, e il valore del portafoglio può comunque scendere.

Qui sotto vediamo cosa succede al denaro dopo il versamento, in cosa investe di solito un portafoglio gestito, quanto costano i servizi di questo tipo in euro e in cosa si differenzia dall'investire da soli. Se preferisce partire dai costi, la guida ai costi contiene i calcoli completi.

Che cos'è una gestione di portafogli?

La gestione di portafogli è un servizio di investimento in cui un intermediario autorizzato prende le decisioni di acquisto e vendita per Suo conto, su base discrezionale, entro un livello di rischio stabilito nel contratto. Gli strumenti finanziari restano di Sua proprietà e sono tenuti separati dal patrimonio dell'intermediario. In cambio paga una commissione.

"Discrezionale" significa che il gestore non Le chiede il permesso per ogni operazione. È la differenza principale rispetto a un normale conto titoli, dove non succede nulla finché non è Lei a dare un ordine.

Esistono varie forme. Molti intermediari offrono alcune linee di gestione standard, una per ogni livello di rischio, e tutti i clienti di una linea hanno la stessa composizione. Altri costruiscono portafogli personalizzati, di solito per importi più alti e con costi maggiori. I servizi online, a volte chiamati robo-advisor, usano in genere linee standard e un software che esegue le operazioni e il ribilanciamento.

Non è la stessa cosa di un singolo fondo bilanciato o multi-asset. Con un fondo possiede quote di un unico prodotto collettivo. In una gestione di portafogli di solito detiene nel conto diversi fondi o ETF, che vede uno per uno nei rendiconti.

Come funziona una gestione di portafogli, passo per passo?

Di solito i passaggi sono cinque: la valutazione di adeguatezza, l'abbinamento a un livello di rischio, l'investimento del denaro, il controllo e il ribilanciamento nel tempo, i rendiconti periodici. In seguito può di norma aggiungere denaro, prelevarne o cambiare livello di rischio. Il disinvestimento può richiedere alcuni giorni lavorativi.

Il processo del fornitore può essere diverso nei dettagli. La pagina come funziona descrive i passaggi del portafoglio gestito, dalla prima telefonata all'apertura del conto.

  1. Risponde al questionario di adeguatezza

    Poiché l'intermediario decide per Lei, la normativa europea MiFID II gli impone di verificare prima che il servizio sia adatto a Lei. Le chiederà di reddito, risparmi, debiti, obiettivi, per quanto tempo può lasciare investito il denaro, esperienza con gli investimenti e come reagirebbe a un calo di valore. Risponda in modo preciso: la verifica serve a proteggere Lei.

  2. Le viene assegnato un livello di rischio

    In base alle risposte, viene collocato su una scala, spesso numerata oppure con etichette da 'prudente' a 'dinamico'. A ogni livello corrisponde una composizione predefinita di azioni, obbligazioni e liquidità. La guida alla tolleranza al rischio spiega come leggere questa scala.

  3. Il denaro viene investito

    Dopo il versamento, il gestore acquista gli strumenti previsti dalla linea scelta. Le norme impongono di tenere gli strumenti e il denaro dei clienti separati dal patrimonio dell'intermediario, e questo conta se l'intermediario dovesse fallire. Chieda sempre presso quale banca depositaria sono custoditi i Suoi strumenti.

  4. Il gestore controlla e ribilancia

    I mercati si muovono e la composizione del portafoglio cambia. Se le azioni salgono più delle obbligazioni, il peso delle azioni aumenta e con esso il rischio. Ribilanciare significa ridurre ciò che è cresciuto e aumentare ciò che è rimasto indietro. Alcuni gestori lo fanno a date fisse, altri quando la composizione supera una soglia stabilita.

  5. Riceve i rendiconti

    Riceverà rendiconti periodici con gli strumenti detenuti, il risultato ottenuto e i costi pagati. Le regole europee fissano una frequenza minima dei rendiconti e prevedono un avviso se il valore del portafoglio scende in modo significativo. Verifichi nel contratto la frequenza e le modalità.

In cosa investe una gestione di portafogli?

Di solito in un mix di azioni, obbligazioni e liquidità, spesso tramite fondi ed ETF. La ripartizione tra queste componenti, l'asset allocation, determina quanto il portafoglio può salire e scendere. Le linee prudenti contengono più obbligazioni e liquidità, quelle dinamiche soprattutto azioni.

Le azioni oscillano di più e negli anni negativi possono perdere molto. Chi le sceglie accetta queste oscillazioni nella speranza di un risultato migliore su periodi lunghi, che però non è garantito. Le obbligazioni di solito oscillano meno e pagano interessi, ma possono perdere valore quando i tassi salgono, come è successo a molte nel 2022. La liquidità ha un valore stabile, ma nel tempo può perdere potere d'acquisto per effetto dell'inflazione.

La tabella descrive in modo qualitativo i livelli di rischio più comuni. Non indica la composizione di un intermediario specifico.

Livelli di rischio più comuni (descrizione generale, non riferita a un intermediario specifico)
Livello di rischioComposizione tipicaCosa aspettarsi
PrudenteSoprattutto obbligazioni e liquidità, una parte minore in azioniOscillazioni più contenute, ma il valore può comunque scendere e non tenere il passo con l'inflazione
BilanciatoAzioni e obbligazioni in proporzioni similiCali sensibili negli anni negativi
DinamicoSoprattutto o solo azioniPossibili cali forti e prolungati; nessun risultato è garantito

Solo a scopo illustrativo. Per la composizione effettiva di una linea consulti la documentazione pubblicata dall'intermediario.

Quanto costa una gestione di portafogli?

Di solito i costi sono su due livelli: la commissione annuale di gestione dell'intermediario e le spese correnti dei fondi contenuti nel portafoglio. Possono aggiungersi costi di transazione e altre voci. Sommi tutto per ottenere il costo annuo totale, poi lo moltiplichi per l'importo investito per vederlo in euro.

Per avere il quadro completo, sommi la commissione di gestione e le spese correnti dei fondi e applichi il totale all'importo che intende investire: ottiene quanto pagherebbe nel primo anno. Se il portafoglio cresce, cresce anche la commissione in euro, perché è una percentuale del valore.

L'effetto dei costi si accumula nel tempo e si paga anche negli anni negativi. La guida ai costi spiega perché, e la pagina dei costi dove trovare le condizioni del portafoglio gestito.

  • Commissione di gestione: quanto l'intermediario addebita per il servizio, di solito in percentuale del patrimonio.
  • Spese correnti dei fondi: il costo dei fondi o ETF in portafoglio, prelevato all'interno di ciascun fondo.
  • Costi di transazione: il costo delle compravendite, compresa la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita. Spesso contenuti, ma non nulli.
  • Altre voci: verifichi eventuali commissioni di ingresso o di uscita, costi di trasferimento, importi minimi e costi per cambiare linea.
  • Imposte: sui redditi finanziari e sul patrimonio investito si applicano imposte, tra cui l'imposta di bollo annuale. Verifichi le aliquote in vigore o chieda a un professionista.

Quali sono i rischi e gli svantaggi di una gestione di portafogli?

Il rischio principale è che il valore degli investimenti scenda e Lei recuperi meno di quanto ha versato. Un gestore non può evitarlo. Inoltre i costi si pagano anche negli anni negativi e Lei rinuncia a decidere le singole operazioni. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Se un intermediario fallisce, gli strumenti dei clienti, essendo separati dal suo patrimonio, dovrebbero essere restituiti ai clienti. Per le imprese di investimento italiane esiste inoltre il Fondo Nazionale di Garanzia, che può indennizzare i clienti, entro un limite stabilito dalla legge, quando qualcosa manca.

Quali tutele si applicano dipende da chi è l'intermediario e da dove è autorizzato: un'impresa di un altro Paese dell'UE che opera in Italia segue in genere il sistema del proprio Paese. Lo chieda al fornitore e lo verifichi sui registri ufficiali. Nessuna di queste tutele copre le perdite dovute ai mercati. Legga l'informativa completa sui rischi prima di decidere.

  • Ribassi dei mercati: una linea bilanciata o dinamica può perdere una parte consistente del valore in un anno negativo. Il gestore ribilancia secondo il mandato, non vende tutto per mettersi al riparo.
  • I costi riducono il risultato: un servizio di gestione costa più dell'acquisto in autonomia di un singolo fondo indicizzato. Si paga il lavoro del gestore.
  • Meno controllo: di solito non può sostituire un fondo che non Le piace o escludere una società, a meno che il contratto lo preveda.
  • Scelte del gestore: se il gestore fa scelte attive, per esempio privilegiando un'area geografica, quelle scelte possono rivelarsi sbagliate.
  • Tempi di accesso: il disinvestimento può richiedere alcuni giorni lavorativi, quindi non è adatto a denaro che potrebbe servirLe con poco preavviso.

Meglio una gestione di portafogli o investire da soli?

Non esiste una risposta valida per tutti. La gestione è adatta a chi vuole delegare la scelta e il ribilanciamento degli investimenti. Investire da soli di solito costa meno e lascia pieno controllo, ma funziona solo se prende Lei le decisioni e le mantiene anche quando i mercati scendono.

Sia realista sulla seconda colonna. Molte persone costruiscono un portafoglio da sole e poi vendono quando scende, oppure non lo ribilanciano mai. Se si riconosce in questo, il costo di un servizio di gestione può avere senso per Lei. Se invece Le interessa informarsi e ha un piano che è sicuro di seguire, forse no.

Gestione di portafogli e investimento in autonomia a confronto
Gestione di portafogliInvestire da soli
Chi sceglie gli investimentiIl gestoreLei
RibilanciamentoLo fa il gestoreDeve ricordarsene e farlo Lei
Costo tipicoCommissione di gestione più spese dei fondiCommissioni della piattaforma o della banca più spese dei fondi, spesso più basse nel complesso
Verifica preliminareValutazione di adeguatezza obbligatoriaDi solito solo una valutazione di appropriatezza, più limitata
ControlloLimitato alla scelta del livello di rischioCompleto
Rischio principalePagare un servizio di cui non ha bisognoDecidere sull'onda delle emozioni durante un ribasso

Il portafoglio gestito del fornitore è adatto a Lei?

Il portafoglio gestito del fornitore funziona in linea generale come descritto in questa guida: investe in un mix di fondi secondo un livello di rischio concordato. Può avere senso se vuole delegare la gestione e può lasciare il denaro investito a lungo, per molti anni. Non è adatto a risparmi che Le serviranno a breve né a chi non può sopportare perdite.

Prima di chiedere una chiamata, controlli tre cose: i costi, l'informativa sui rischi e la pagina sulle verifiche del fornitore, che spiega chi offre il prodotto e come verificare il fornitore. Se preferisce investire da solo, ha debiti o non ha ancora un fondo per le emergenze, probabilmente il portafoglio gestito non fa per Lei in questo momento. La lista di controllo prima di investire approfondisce questi punti.