Posso perdere il denaro che investo?
Sì. Ogni volta che investe, il Suo capitale è a rischio. Il valore degli investimenti e dei redditi che producono può scendere oltre che salire, e Lei potrebbe recuperare meno di quanto ha investito. A differenza di un conto deposito, un investimento non ha un valore garantito al rimborso, e le perdite possono arrivare in fretta o durare anni.
Gli investimenti non sono depositi bancari. Il loro valore dipende dai prezzi di azioni, obbligazioni e altre attività in cui sono investiti, e questi prezzi cambiano ogni giorno.
Quali sono i rischi principali?
Quasi tutti gli investitori sono esposti a quattro rischi: di mercato, di liquidità, di cambio e di inflazione. I prezzi possono scendere, può essere difficile vendere in fretta a un prezzo equo, i cambi possono ridurre il valore degli investimenti in valuta estera e l'inflazione può ridurre il potere d'acquisto del Suo denaro.
- Rischio di mercato: i prezzi di azioni e obbligazioni salgono e scendono in base all'economia, ai tassi di interesse, ai risultati delle società e al comportamento degli investitori. Cali marcati si sono verificati più volte e possono durare anni.
- Rischio di liquidità: alcune attività non si possono vendere subito, oppure solo a un prezzo più basso. Nei momenti di tensione sui mercati, i fondi possono rinviare o sospendere i rimborsi.
- Rischio di cambio: se detiene investimenti in un'altra valuta, una variazione del cambio può ridurne il valore in euro anche se l'attività in sé non ha perso valore.
- Rischio di inflazione: se gli investimenti crescono meno dei prezzi, con lo stesso denaro potrà comprare meno. Lo stesso rischio riguarda la liquidità tenuta ferma a lungo.
Distribuire il denaro su più investimenti riduce il rischio?
Distribuire il denaro su molti investimenti, settori e Paesi riduce il danno che un singolo investimento può causare, ma non elimina il rischio: interi mercati possono scendere insieme. Concentrare una quota elevata del denaro in una sola società, settore, Paese o prodotto rende più probabili perdite rilevanti.
Valuti questo investimento insieme a tutto ciò che già possiede, compresi previdenza complementare, immobili e risparmi, e non da solo.
Quanto incidono i costi sul rendimento?
I costi vengono addebitati ogni anno, sia quando gli investimenti salgono sia quando scendono, e quindi riducono il rendimento nel tempo. Anche una differenza di costo annuo che sembra piccola può valere una somma importante su molti anni, perché si perde anche la crescita che quel denaro avrebbe prodotto. Confronti sempre il costo totale annuo.
I costi del portafoglio gestito sono stabiliti dal fornitore e indicati nelle sue condizioni economiche. Rotta Pregiovènza non Le chiede alcun pagamento. La pagina dei costi spiega come trasformare i costi da percentuale in euro.
E se il denaro mi serve a breve?
Se potrebbe aver bisogno del denaro entro pochi anni, investirlo è rischioso: i mercati potrebbero essere in calo proprio quando deve vendere. Vendere dopo un ribasso trasforma una perdita temporanea in una perdita definitiva. Il denaro per spese vicine e per le emergenze è meglio tenerlo su un conto disponibile.
Provare a indovinare il momento giusto, comprando dopo i rialzi e vendendo dopo i ribassi, di solito riduce il rendimento. Restare investiti nelle fasi alterne ha senso solo se può permettersi di aspettare.
Ci sono prodotti a leva o derivati?
Rotta Pregiovènza non descrive e non segnala prodotti a leva, contratti per differenza (CFD), opzioni o altri derivati.
La leva consiste nell'investire anche denaro preso a prestito per aumentare la dimensione dell'investimento. Amplifica sia le perdite sia i profitti, e si può perdere più di quanto si è investito.
I rendimenti passati dicono che cosa succederà?
No. I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei rendimenti futuri. Per questo il sito non pubblica grafici di rendimento, simulazioni né previsioni. Se qualcuno Le mostra dati storici, li consideri una descrizione del passato, non una promessa.
Che cosa coprono i sistemi di indennizzo?
I sistemi di indennizzo intervengono, entro un limite, solo se l'intermediario fallisce e non restituisce il denaro o gli strumenti dei clienti. Non coprono mai le perdite dovute al calo dei mercati. Se e quali sistemi si applichino dipende da chi è il fornitore e da dove è autorizzato.
In Italia gli strumenti finanziari e il denaro dei clienti di un intermediario autorizzato sono per legge separati dal patrimonio dell'intermediario. Per i clienti dei servizi di investimento delle imprese italiane aderenti esiste il Fondo Nazionale di Garanzia, che in caso di insolvenza può indennizzare gli investitori entro un limite stabilito dalla legge. I depositi bancari sono tutelati dai sistemi di garanzia dei depositi entro un limite per depositante e per banca. Un'impresa di un altro Paese dell'UE che opera in Italia può essere soggetta al sistema del proprio Paese d'origine, con limiti diversi.
Chieda al fornitore quali tutele si applicano a Lei e al portafoglio gestito e si faccia dare la risposta per iscritto. Chieda anche dove e come sono custoditi il Suo denaro e i Suoi strumenti e che cosa succederebbe in caso di insolvenza. Poi verifichi quanto Le è stato detto: veda come verificare il fornitore.
Come viene tassato l'investimento?
In Italia sui redditi finanziari si pagano imposte e sugli strumenti finanziari si applica ogni anno l'imposta di bollo. Il trattamento fiscale dipende comunque dalla Sua situazione personale e può cambiare nel tempo, e le eventuali agevolazioni richiedono il rispetto di condizioni precise. Verifichi le aliquote in vigore o chieda a un commercialista o a un consulente fiscale.
Dove trovare un aiuto indipendente?
Se non è sicuro che investire sia adatto a Lei, chieda un parere a un consulente abilitato prima di decidere: di norma la consulenza è a pagamento. In Italia i consulenti finanziari, compresi quelli autonomi e le società di consulenza finanziaria, devono essere iscritti all'albo unico tenuto dall'OCF (organismocf.it): verifichi l'iscrizione prima di pagare. Materiali gratuiti di educazione finanziaria sono pubblicati dalla CONSOB (consob.it) e dalla Banca d'Italia (bancaditalia.it).
Cronologia delle versioni
Versione 1.0, in vigore dal 16 ottobre 2026: prima pubblicazione.
Rivediamo questa informativa almeno una volta l'anno e ogni volta che il fornitore modifica il prodotto o le proprie avvertenze sui rischi.